La fascite plantare è una delle cause più comuni di dolore al piede, di cui soffre approssimativamente tra il 10% e il 16% della popolazione. È una condizione dolorosa data da infiammazione (che produce sintomi acuti) o degenerazione (origine del dolore cronico) della fascia plantare, tessuto connettivo denso, fibroso e non elastico che connette il tubercolo calcaneare mediale alle teste metatarsali.

Di solito è un infortunio che può essere provocato da sovraccarico all’origine della fascia plantare causato da eccessivi stress al piede e anormalità biomeccaniche (come un eccessiva pronazione o piede cavo). Altri fattori di rischio sono: tensione eccessiva al tendine d’achille, debolezza dei muscoli intrinseci del piede, calzature scomode, obesità e periodi prolungati di stazione eretta mantenuta o cammino su terreni duri.

Anche se questo disturbo può svilupparsi in persone di ogni età, colpisce spesso le donne tra i 40 e i 60 anni; in un terzo dei casi si presenta bilateralmente; rappresenta il 10% degli infortuni nei runners e circa il 15% di tutti i problemi al piede che richiedono cure professionali.

La diagnosi di fascite plantare è prettamente clinica ma ci sono giustificazioni per successivi approfondimenti medici.

Nel 90% dei pazienti, gli episodi acuti si risolvono dopo un trattamento conservativo (fisioterapia) che può durare tra le sei e le otto settimane, ma nel 10% dei casi la fascite diventa una condizione cronica.

Una precoce identificazione seguita da trattamento specifico può ridurre il rischio di problemi a lungo termine, come dolore ricorrente e ridotta mobilità che portano ad incapacità di lavorare.

La fascite plantare bilaterale può essere provocata da artrite reumatoide, spondilite anchilosante, lupus e gotta.

 

Le ricerche suggeriscono che c’è un’associazione tra dolore nella parte mediale del tallone e spina calcaneare, che nonostante si trovi nel flessore breve delle dita può essere causata dalla trazione dell’aponeurosi della fascia plantare; non sono state trovate tuttavia associazioni tra spina calcaneare (comune a tutta la popolazione) e fascite plantare.

Cenni di anatomia e funzione della fascia plantare

La fascia plantare ha una funzione statica (durante il sostegno del carico, fornisce supporto all’arco del piede tensionandosi) e una funzione dinamica (durante

il ciclo del passo si allunga e si contrae alternatamente permettendo il windlass mechanism (meccanismo del verricello), che permette all’arco longitudinale mediale di appiattirsi e alzarsi durante le fasi del passo.

L’aponeurosi plantare è costituita da tre bande: laterale, mediale e centrale. Il fascio centrale origina dal tubercolo calcaneare mediale e si inserisce sulle teste metatarsali, dalle quali si divide in cinque strisce che si inseriscono sulle falangi prossimali delle dita.

Quando le dita sono estese, la fascia plantare viene messa in tensione poiché si avvolge ad ogni testa metatarsale.

Il windlass mechanism assiste la supinazione del piede nell’ultima porzione della fase d’appoggio.

Il sito più comune di fasciopatia plantare è vicino all’inserzione del fascio centrale sul tubercolo calcaneare mediale.

 

 

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