Se l’intervento chirurgico ha interessato la cuffia dei rotatori o anche in caso di intervento chirurgico per fratture prossimali dell’omero (cioè vicino alla spalla), questo programma di esercizi può fare al caso vostro.

Cosa fare dopo l’intervento?

  • Seguire scrupolosamente le indicazioni del chirurgo
  • Dopo l’intervento, la spalla ed il braccio usualmente sono protetti da un tutore “reggibraccio”, per un certo periodo di tempo, come prescritto ed indicato dal chirurgo.
  • È normale nel decorso post-operatorio l’insorgenza di lividi, gonfiore e dolore al braccio che gradualmente scompariranno. Utile in questa fase è utile applicare una borsa del ghiaccio (crioterapia) da mantenere in sede d’intervento per più volte al giorno ( es. 15/20 min per 4/5 volte nell’arco della giornata).

Quindi

NON MUOVERE ATTIVAMENTE la spalla operata, nel periodo in cui l’arto è protetto dal tutore. È però consigliato muovere la mano, il polso ed il gomito, più volte al giorno.

Come ?

  • Aprire e chiudere la mano dell’arto operato eventualmente con l’aiuto dell’altra mano.
  • Stringere una pallina di spugna morbida.
  • Eseguire movimenti circolari e piegare il polso in tutte le direzioni.
  • Piegare il gomito eventualmente allentando il tutore.

Tutti i movimenti devo essere eseguiti lentamente e ripetuti 10 volte per 2/3 serie al giorno.

Gli esercizi che ora illustreremo sono molto importanti se si vuole impedire che la spalla si irrigidisca. Questi esercizi bisogna  ripeterli a casa tutti i giorni, un’ora al mattino ed un’ora al pomeriggio. Ci si può riposare qualche minuto tra un esercizio e l’altro. Durante le pause o il riposo conviene mantenere il braccio sui cuscini di abduzione. Se la spalla è calda applicare ghiaccio per 10 minuti, ma non a contatto diretto della pelle. Gli esercizi nelle prime 2-3 settimane sono solo passivi  poi dalla terza settimana diventeranno rinforzanti: si possono iniziare gli esercizi di rinforzo muscolare, prima in modo statico (isometrico) , nei quali non c’è movimento articolare, e successivamente in modo dinamico (isotonico) ne quali c’è movimento articolare.

 

ESERCIZI PENDOLARI NUMERO 1 :

 

Appoggiati ad un tavolo con il braccio sano ed il tronco piegato in avanti. Il braccio interessato deve restare a penzoloni. I movimenti devono essere PASSIVI e devono essere impressi alla spalla tramite lente oscillazioni del tronco. Quindi fare oscillare il braccio interessato a destra e sinistra sempre tramite movimenti del tronco.

 

ESERCIZI PENDOLARI NUMERO 2 :

Appoggiati ad un tavolo con il braccio sano ed il tronco piegato in avanti. Il braccio interessato deve restare a penzoloni. I movimenti devono essere PASSIVI e devono essere impressi alla spalla tramite lente oscillazioni del tronco. Quindi fare descrivere piccoli cerchi al braccio interessato, in senso orario ed antiorario, sempre tramite movimento del tronco.

 

ESERCIZI DI AUTOMOBILIZZAZIONE (PASSIVA) NUMERO 3 :

Seduti davanti ad un tavolo con il braccio interessato appoggiato sul tavolo.  (Per fare scivolare meglio il braccio sul tavolo si può mettere, sotto, un panno morbido) , quindi fare scivolare lentamente il braccio interessato in avanti portandosi avanti con il tronco.

 

ESERCIZI DI AUTOMOBILIZZAZIONE (PASSIVA) NUMERO 4 :

Seduti di lato ad un tavolo con il braccio interessato appoggiato sul tavolo. (per fare scivolare meglio il braccio sul tavolo si può mettere, sotto, un panno morbido). Quindi fare scivolare lentamente il braccio interessato sul tavolo piegandosi di lato con il tronco.

 

ESERCIZIO CON CARRUCOLA NUMERO 5:

Occorre procurarsi una cordicella ed una carrucola fissandola al muro sopra la testa: tirare la cordicella. Seduti, o in piedi, davanti al muro dove è fissata la carrucola, afferrare con entrambe le mani le due estremità della cordicella. Quindi tirare la cordicella con l’arto non operato facendo salire, passivamente, verso l’alto, per quanto è possibile, l’arto operato.

 

NB: Questi sono gli esercizi da svolgere nelle prime 2/3 settimane.

Dalla quarta settimana introdurremo degli  esercizi di rinforzo isometrico cioè senza movimento articolare . ecco nello specifico quali sono :

 

ESERCIZIO NUMERO 6 :

In piedi con il braccio interessato disteso lungo il corpo, appoggiato alla coscia. Quindi Spingere contro la coscia. Iniziare con una pressione dolce, poi gradualmente aumentarla ed infine ritornare ad una pressione leggera.

Posizione di partenza: In piedi con il braccio interessato disteso lungo il corpo, appoggiato alla coscia.  Mantenere la posizione per 5 secondi poi rilassatevi.

Eseguire  10 ripetizioni  due o tre volte al giorno.

 

ESERCIZIO NUMERO 7:

In piedi con il braccio interessato appoggiato al muro. La mano è a pugno.

Spingere contro il muro. Non appoggiarsi con il corpo; iniziare con una pressione dolce, poi gradualmente aumentarla ed infine ritornare ad una pressione leggera. Mantenere la posizione per 5 secondi poi rilassatevi .

Eseguire 10 ripetizioni  due o tre volte al giorno.

 

ESERCIZIO NUMERO 8:

In piedi di fronte al muro, con la mano del braccio interessato chiusa a pugno, appoggiata contro il muro. Spingere contro il muro . Non appoggiarsi con il corpo, iniziare con una pressione dolce, poi gradualmente aumentarla ed infine ritornare ad una pressione leggera. Quindi  in piedi di fronte al muro, con la mano del braccio interessato chiusa a pugno, appoggiata contro il muro. Mantenere la posizione per 5 secondi poi rilassatevi.

Eseguire 10 ripetizioni due o tre volte al giorno.

 

ESERCIZIO NUMERO 9:

In piedi con il muro alle spalle, la mano del braccio interessato chiusa a pugno e con il gomito piegato appoggiato contro il muro spingere.  Non appoggiarsi con il corpo, iniziare con una pressione dolce, poi gradualmente aumentarla ed infine ritornare ad una leggera pressione. Quindi in piedi con il muro alle spalle, la mano del braccio interessato chiusa a pugno ed il braccio appoggiato contro Il muro. Mantenere la posizione per 5 secondi poi rilassatevi.

Eseguire 10 ripetizioni due o tre volte al giorno.

 

Alcuni consigli fondamentali:

Il movimento durante l’esercizio deve essere eseguito lentamente e non deve essere doloroso.  Non va fatto se l’articolazione è dolente o gonfia.  Gli esercizi hanno lo scopo non solo di rinforzare i muscoli ma anche di aumentare/conservare l’ampiezza del movimento articolare, migliorare la precisione e la sicurezza del movimento. È utile eseguire gli esercizi anche con l’articolazione non colpita.  Vanno eseguiti in condizione di assoluta sicurezza o con supervisione da parte di un familiare.  La durata e la frequenza le saranno suggerite dal Medico durante la visita sulla base del suo quadro clinico.

 

Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci.

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