IL CENTRO DI RIABILITAZIONE “RIABILIA” SI APRE AL TERRITORIO.

Nuove prospettive nel campo sociale e sanitario.

 

In occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità, designata il 3 dicembre, il centro sanitario di riabilitazione “Riabilia”, in collaborazione con il Sindaco di Taurianova – Fabio Scionti-e l’assessore alle Politiche Sociali –  Dott.ssa Raffaella Ferraro-, ha organizzato, giorno 02 dicembre,  il concorso scolastico dal titolo “Diamo Voce ai Diritti delle Persone con Disabilita”, tale attività  ha coinvolto le classi III dell’Istituto Comprensivo “Alessio-  Contestabile” e dell’Istituto Comprensivo  “Monteleone – Pascoli”,  con l’obbiettivo di sensibilizzare i bambini alla tematica ricorrente.

Conseguentemente al successo di questo evento Si è svolto, anche, il 13 dicembre, il convegno, questa volta rivolto agli adulti, dal titolo “Dalla diagnosi alla presa in carico globale” tenutosi all’ex Palazzo Municipale di Taurianova. Tra i Tanti relatori che si sono esposti, a esordire è stato il Direttore del Distretto Sanitario ASP – Salvatore Barillaro e a seguire il Dottore Tropeano che in qualità di Direttore Medico ASP RC, con grande vigore e professionalità ha delucidato il pubblico in materia d’integrazione socio sanitaria. Di notevole attenzione è stato l’intervento dell’insegnante Graziella Cosentino dell’Istituto Comprensivo 1 “Monteleone – Pascoli” e dell’insegnante Stefania Gerace dell’Istituto Comprensivo 2 “Alessio – Contestabile” che, malgrado le difficoltà burocratiche, ogni giorno si adoperano per realizzare una piena inclusione scolastica degli alunni con disabilità. A proposito di inclusione e integrazione, considerevole è stata la relazione della Dott.ssa Rossella Cardona, psicologa e segretaria dell’associazione “Siamo chi Siamo” che, con efficacia ed enfasi ha evidenziato l’importanza del Terzo Settore e, l’impegno che l’associazione predilige per l’inclusione del ragazzi con disabilità sul nostro territorio. Tra i relatori più autorevoli non potevano mancare i promotori stessi dell’evento e cioè lo Staff Dirigenziale e quello Medico del RIABILIA”. Di fatto, la Dott.ssa Rossana Piccolo, fisiatra del sopramenzionato centro, con chiarezza e delicatezza ha saputo ben illustrare le disabilità di cui il centro, in convenzione con l’ASL (e privatamente …), prende in carico. Disabilità date da diverse patologie di tipo: neurologico, geriatrico, oncologico ed altre.

Tuttavia, da parte dei relatori si è evidenziata  in primis l’intenzione di creare una rete sociale efficace e permanente con le istituzioni, le scuole, le strutture sanitarie e le associazioni di volontariato presenti nel territorio nonché la sensibilizzazione della cittadinanza al fine di offrire servizi sempre più di eccellenza e completezza. Difatti non sono state parole a caso quelle della dott.ssa Maria Pia Santoro Neuropsichiatra Infantile del Centro RIABILIA, che ha concluso dicendo: “il centro Riabilia è stato sempre aperto a creare rete , ad ascoltare e informare chiunque ne abbia bisogno, familiari, pazienti, insegnanti … per questo la nostra porta è sempre aperta”.

Di forte impatto emotivo sono state le testimonianze che hanno dato una svolta sentimentale alla giornata. Talmente forti e toccanti sono state le loro parole da prendersi piano piano la scena e rendersi loro i veri protagonisti dell’evento. Ad ogni racconto sono state solo le emozioni ad aleggiare nell’aria coinvolgendo sempre di più il numeroso pubblico presente.

Le storie e le vicende dei familiari e delle persone in trattamento al Riabilia hanno evidenziato quegli aspetti importanti che magari anche ai relatori erano sfuggiti o che forse per pudore avevano ritenuto di omettere.

Dai racconti spontanei è potuto emergere che il Centro “Riabilia” è percepito da loro come un punto di riferimento ed un posto sicuro, dove ai bambini viene ridato il proprio spazio con tutto il tempo che gli occorre, dove essi possono sentirsi accolti e contenuti.  Un posto dove vengono ascoltati i famigliari e non solo i pazienti; dove essi trovano un punto di orientamento e soprattutto delle persone di alto profilo professionale che riescono ad offrirgli “una ragione per cui lottare” ed ai bambini di apprendere le cose della vita “come se fosse un gioco”.

Alla luce di quello che ha rilasciato ad esempio la Mamma di Dany, cioè di un bambino che frequenta il nostro centro, che noi diamo l’idea che “non esistono casi senza speranza” e che a tutti offriamo le stesse opportunità contrariamente a ciò che gli hanno riferito tanti anni fa diverse altre scuole di pensiero e cioè che con quella tipologia di problematica, il bambino poteva solamente essere internato in qualche istituto perché non poteva esistere altra soluzione.

La Mamma di Dany invece, con voce tremante e lo sguardo rivolto ai terapisti del centro RIABILIA ha fortemente espresso che “il figlio, grazie alla riabilitazione effettuata, adesso comunica anche a livello verbale … nel frattempo è cresciuto diventando un ometto ed anche se il problema di fondo ancora persiste, adesso si sente chiamare Mamma”. Adesso il suo sollievo è quello di notare dei notevoli progressi lievitando di molto le proprie speranze e dove viene definitivamente affossata l’idea che ci siano delle persone alla quale non ci sia nulla da fare…e per quanto ci riguarda ogni soggetto a prescindere dalla sua patologia viene trattato con il massimo rispetto e attenzione con l’obiettivo di tirare fuori il meglio delle loro possibilità.

Quando i pazienti o i familiari per varie ragioni ridimensionano progressivamente le proprie speranze, è come se si sentissero già “finiti” ma poi rapportandosi con le figure positive di riferimento quali i terapisti, i medici e le altre professioni sanitarie è come se si restituissero da soli la luce della speranza, quella speranza che non può portare ad altro che alla “ricchezza della vita”.

È per questo che lo Staff professionale del RIABILIA lavorando con loro su queste tematiche riesce a soddisfare tali aspettative, e già questo può contribuire a rendere i genitori più consapevoli e soddisfatti.

Come asserisce d’altronde lo psicologo Pasquale Parisi del sopracitato centro “Se un bambino osservando il mondo esterno lo percepisce come ostile, egli non uscirà mai allo scoperto per esplorarlo ma se lo vede bello e facilitante egli si tirerà fuori liberamente. Il nostro compito in questo ambito è quello di fargli comprendere che può esistere anche un mondo rassicurante e per questo bisogna entrare nella loro dimensione offrendogli la possibilità di potersi esporre senza timore, accettandoli per quello che sono.  Se si riesce ad introiettare questa condizione allora si creeranno i presupposti per tirarsi fuori, altrimenti non si uscirà mai. Per quanto ci riguarda non siamo altro che degli strumenti a loro disposizione, il resto del cammino lo dovranno compiere da soli”.

Meritevole di menzione è stata la testimonianza riportata in un video “non lasciare indietro nessuno – 13/12/2016” dove il Dott. Sergi, in trattamento da noi, persona raffinata e di grande cultura, crede adesso nella riabilitazione nonostante la gravità della sua patologia. Aspetto per niente scontato per coloro che quando si ritrovano privi dell’autonomia personale e le prospettive per il futuro compromesse, si sentono “di cadere in balia della depressione lasciandosi andare magari sul divano di casa”,  la riabilitazione, per loro,  diventa quasi come un artifizio, una formula enigmatica  distante dalla dura realtà.  il sign. Sergi esprimendosi in maniera deliziosa ci illumina sul tema della “credibilità della riabilitazione”, all’inizio ero molto scettico afferma, ma nel tempo ho riscontrato la sua grande importanza e a tal proposito continua: “quando mi reco per la terapia al Centro Riabilia entro tenendomi dalla porta e dai passamano, al termine del trattamento però noto che riesco ad uscire con le mie gambe”.

Il Centro RIABILIA è stato per tutti questi anni prodigato a dare e non a dire, prova di tale fatto che al convegno sono state più le testimonianze delle persone a presentare il centro che lo staff medico.  Sono stati loro i veri protagonisti; coloro che vivono la disabilità sulla propria pelle e alla fine ci resta la riflessione che dovremmo essere tutti noi a “doverci abilitare alla disabilità”.

 

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